Il Mio Machismo Da Fumetto

Prova a dire ancora una volta "Montagne russe emozionali" ed esci fuori.

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mercoledì, 18 novembre 2009


L'ultima volta che ho provato ad analizzare una persona, e devo dire, l'ho fatto in maniera davvero impeccabile, grazie ad anni di turbe e di approfondimento emotivo (di cui sopra) ho ricevuto come risposta
il tuo problema è che non sai comportarti in una relazione
il problema è che questa cosa si è rivelata essere vera. ho avuto come un'illuminazione, non so se dipenda dal fatto che sono facilmente suggestionabile, comunque sì, credo di essere un'incapace.

adesso me ne starò comoda a vedere gli strati e le turbe dei passanti, evitando di dire la mia. non sia mai che qualcuno mi dica, infastidito dall'analisi impeccabile che gli potrei fare,
il tuo problema è che non sai allacciarti le scarpe

ti ringrazio. perchè qualunque turba avessi prima, adesso è amplificata. e dato che ogni tanto torni qui a leggere, e, a proposito, sei un vigliacco, ti chiedo: come fai a non avere un decimo delle turbe che ho io?
ma soprattutto:
il tuo problema è che non sai pisciare stando in piedi


ha.

postato da: imnotweird alle ore 10:45 | link | commenti (2)
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sabato, 17 ottobre 2009







"How LAME is this?"







postato da: imnotweird alle ore 16:52 | link | commenti (1)
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lunedì, 05 ottobre 2009


Oggi pomeriggio, a poche decine di metri da casa, camminavo a qualche passo da una ragazzina che andava nella mia stessa direzione.
Aveva un piccolo giubbino senza maniche, grigio, e le scarpe da ginnastica rosa, una coda di capelli lunghi e biondi. Niente di eclatante, una normale ragazzina, con i capelli tiratissimi pur dopo una giornata di scuola, e forse anche un po' di trucco color fucsia sulle guance (altrimenti è Heidi).

Mentre alzavo il volume dell'iPod, mi passa accanto un motorino, qualcuno guidava e, seduto dietro, il mio vicino di casa con tanto di casco mi saluta, e fa un gesto con la mano:
Mi manda un bacio.
Ovviamente, la sua faccia era contratta in un sorrisetto provocatorio. La mia smorfia di risposta è stato un mezzo ghigno, che comunque deve essere risultato un sorriso compiaciuto.

La ragazzina ha voltato il viso osservando la scena, continuando a camminare ma a ritmo diverso, più incerto e più lento. Lo spettacolo deve averla proprio colpita, perché ho incrociato il suo sguardo subito dopo il mio ghigno.
A quel punto sono tornata con lo sguardo sull'iPod, che ho messo di nuovo in tasca, e non mi ero accorta di star ancora lì, con il mio ghigno.
Da mezzo sorrisetto joeypotter dev'essere diventato un semicerchio soddisfatto, perché ho alzato di nuovo lo sguardo, e la ragazzina si era voltata di nuovo verso di me, dopo qualche passo:
la sua attenzione era tutta su quale potesse essere la mia faccia di donna omaggiata dai passanti, in un modo così inusuale.
E le sue aspettative le ha saziate quello che hanno incontrato i suoi occhietti tondi e glitterati: io stavo sorridendo, e lei mi ha rivolto uno sguardo complice, ed aveva una luce particolare sulle guanciotte fucsia;

Mi sono tornate in mente, di botto, certe storielle che scrivevo per incensare il mio tempo delle mele, ed a come questa scena di Lei che cammina, viene baciata da Lui, vicino di casa, motorino, ritorno verso casa, musica nelle orecchie.
Una scena così da cliché che mi sono venuti i brividi.
Ma la ragazzina ha ripreso a camminare, saltellando.

Non è mica vero che tutti i ragazzini di oggi bruciano le tappe: alcune arrivano a una seconda di reggiseno che ancora sognano un bacetto innocente, altre si accorgono di rabbrividire perchè l'adolescenza è un concetto assai relativo.



postato da: imnotweird alle ore 21:49 | link | commenti (6)
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mercoledì, 30 settembre 2009

Eh, conoscere poco bene qualcuno significa aver voglia di sbuffare la maggior parte del tempo.

Erano a pochi centimetri le loro mani, ma facevano cose diverse; se si fossero fermate allo stesso momento, la sua che girava lo zucchero nel caffè, e quella di lei che grattava il tavolino, si sarebbero incontrate.

Poi quando tocchi la prima volta qualcuno, non puoi mica sbuffare. L'aria, invece di uscire, entra di colpo, come se il corpo fosse un palloncino che, se non lo gonfi subito, potrebbe accasciarsi e rimpicciolirsi per lo shock.

La volta dopo entra un po' meno d'aria nei polmoni, ed un grammo/un grammo e mezzo, a seconda della capacità cranica, nel cervello.
Pian piano l'aria ti comincia ad entrare esclusivamente nel cervello, fino al culmine, fase in cui ti si annebbia la vista dopo due ore di contatto fisico.
Poichè il cervello pieno d'aria non può durare molto tempo, e allora o ci rinunci definitivamente o decidi di vedere la vecchiaia com'è, l'aria comincia ad entrare nella pancia: all'inizio pensi siano le farfalle della felicità, e poi quel palloncino comincia a dare fastidio.
Niente contatto fisico, niente aria nella pancia, niente aria nel cervello, niente aria nei polmoni.

In conclusione, il segreto è non smettere mai di sbuffare.



Motivo per cui le donne si stancano molto più tardi, sono più allenate: dentro fuori, dentro fuori.


postato da: imnotweird alle ore 14:37 | link | commenti (3)
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venerdì, 21 agosto 2009

Immagina una spiaggia lunga lunga. Centinaia di metri, forse due chilometri in tutto. All'orizzonte alberi piccoli piccoli, sul lato sinistro. Sul lato destro, il confine mare-cielo.

I passi che rimangono dietro di te come a farti sentire un esperto camminatore. Ogni orma del piede ha l'impronta dell'alluce allungata, (vi siete mai chiesti perché? é semplice, l'alluce é soltanto l'ultimo punto del piede che tocca la sabbia, e mentre fa una rotazione, il segno del dito risulta allungato)

e comunque uno non fa tanto caso alla forma dell'orma perché ne ha lasciate tante dietro di sé. Non fa caso nemmeno a quanti cespugli secchi incontra ogni tanto, a quanti sassolini di vetro verde scorge sul bagnasciuga né ai filamenti di alga che rimangono impigliati alla cima della barchetta bianca azzurra ed arancione. L'unica cosa a cui l'esperto camminatore dall'alluce lunghissimo pensa, é:

<<Questa spiaggia é lunghissima. Riusciro' ad arrivare fino alla fine? Ho lasciato gli infradito sotto l'ombrellone. Forse qualcuno mi chiamerá al cellulare.>>

Comunque l'esperto camminatore ditostorpio non si scoraggia e cammina. Gliel'ha detto il dottore che camminare fa bene, lo dicono tutti: sará vero. Sul bagnasciuga poi, la colonna vertebrale ne trae beneficio, fa bene alla pianta del piede, e le dita si allungano anche.

É nel momento della purificazione completata dei polmoni, scatta il timer del deumidificatore delle vie respiratorie, i capelli sono perfettamente insalinati ed assumono quel pallore e quella consistenza dura perfetta, ed il camminatore si sente felice ed un po' triglia, che svolazzando pacificamente e beatamente, un gabbiano, come solo un gabbiano beato e pacifico è capace di fare, si libera del pasto consumato un'ora prima, proprio sul lunghissimo dito del piede sinistro dell'intrepido camminatore. Ed un po' anche sulla sua chioma plastica.

Questo, cari miei, é uno dei pochi, rari momenti della vita in cui vuoi e puoi urlare "MERDA!" contemporaneamente.

Ma abituiamoci all'idea che, di norma, quando avremmo gran voglia di urlare MERDA, saremmo imbrigliati in una situazione in cui pure sgattaiolando coda fra le gambe ed in punta di piedi, riusciremmo a dare nell'occhio ed a fare danni come il famoso elefante nella cristalleria.

Ed altre in cui, potendo dire e fare qualunque cosa, probabilmente in luoghi cosí disabitati da non esistere del tutto, o d'essere frutto di sogni, l'unica cosa di cui ci verrebbe voglia sarebbe controllare le notifiche di facebook.

postato da: imnotweird alle ore 13:34 | link | commenti (1)
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venerdì, 31 luglio 2009

They only want you when you're seventeen

Un pò di embedding perché fa caldo






postato da: imnotweird alle ore 19:48 | link | commenti (1)
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domenica, 12 luglio 2009


Esiste una "leggerezza della pensosità” contrapposta ad una “leggerezza della frivolezza”.

Di pesantezza ne esiste una sola.

Soltanto la pesantezza può essere unica, manzonianamente inscindibile e pariniamente ipocrita.

Sì, faccio riferimenti di un certo livello. Ne so. Quest'è leggerezza.
 

postato da: imnotweird alle ore 10:20 | link | commenti (3)
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mercoledì, 01 luglio 2009


Le sue sopracciglia in disordine per le espressioni ribelli, la luce della punta del naso,
il fatto che appena i miei occhi si staccavano di un millimetro dalla sua figura, vedevo comparire una sagoma rosa e verde che lo circondava.
Quella cosa, dovuta al fatto che l'occhio quanto più tempo mette a fuoco un punto,
tanto più vi imprime una scia di luce intorno,
per me significava che il fatto che lo stessi guardando lo rendeva un dio.

Il dio delle nebulose, dell'aria pastosa, delle parole che il subconscio modifica in nomi di fiori.

postato da: imnotweird alle ore 13:53 | link | commenti (4)
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sabato, 20 giugno 2009


Letto QUI, la Sociologia del comico

<<Gabriella mi chiede come mai così poche donne partecipino alla palestra satirica. L'ho notato anch'io: ogni giorno, in media, su cento battute solo tre sono di ragazze. Verificare questo dato sociologico ("le donne sono minoritarie nella satira?") è uno degli intenti della palestra. Il mio sospetto è che si sconti anche qui, come nel resto della società, un retaggio culturale. Va notato come, nel mondo, le comiche siano un numero ridottissimo rispetto ai comici. Stereotipi sociologici cui corrispondono stereotipi culturali: nella comicità, a fronte di quattro ruoli maschili principali, i ruoli femminili sono fondamentalmente due: la bella Colombina e la vecchia megera. L'eccezione (la donna autonoma che sa il fatto suo) è già in Aristofane (Le donne al parlamento), ma si tratta appunto di un'eccezione: venne recuperata per brevissimo tempo negli anni '30/'40 con le cosiddette "screwball comedies" (Bringing up baby, His girl friday). In questo genere particolare di film comico, la donna domina la relazione. I gusti del pubblico di massa (sempre condizionati, peraltro) sembrano però non accogliere con favore questo genere di commedie, neppure ai giorni nostri, dove la "screwball comedy" viene edulcorata sotto forma di sit-com come "Maude" (1970) e "Roseanne" (1990).

Quanto alla satira, la lettura del fenomeno può confermare un altro aspetto: le donne tendono a essere complete, gli uomini mooolto parziali. Gli uomini hanno hobbies: ricavano soddisfazione dal concentrarsi su una cosa alla volta, escludendo tutto il resto del mondo. Le donne gestiscono vite, sanno stabilire priorità, si dedicano a cose più urgenti: non sono soddisfatte se tutto il loro mondo non è armonico. La satira non è un genere armonico. Divide, schernisce, ferisce.>>

postato da: imnotweird alle ore 15:58 | link | commenti (1)
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giovedì, 11 giugno 2009


Ci sono troppe cose che ho già affrontato da non poter fare anche le prossime.

postato da: imnotweird alle ore 08:35 | link | commenti (1)
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